Dermoriflessologia: conferme dal mondo scientifico


Quando la scienza ritrova se stessa
di Samantha fumagalli e Flavio Gandini

"Su questo corpo, alto otto palmi, è contenuto tutto il mondo"
Buddha

“Tutte le facoltà e le potenzialità e le imprese dello sciamanesimo, dalla più semplice alla più stupefacente, sono racchiuse nel corpo umano”.
Carlos Castaneda

La Dermoriflessologia, che si basa su alcune delle più formidabili scoperte del neurologo italiano Giuseppe Calligaris, sta ricevendo dal mondo scientifico continue conferme. Un grande riscatto anche per lo scienziato, osteggiato per decenni dalla classe medica dell’epoca. La scienza, dunque, ritrova se stessa. Nuove ricerche e nuove scoperte convalidano, direttamente o trasversalmente, l’efficacia di una disciplina che, a prima vista, poteva apparire troppo miracolosa per essere vera. Eppure, la mappa cutanea dei punti riflessi è frutto del lavoro del neurologo e psichiatra, docente universitario, e gli sviluppi applicativi sono il risultato di lunghi anni di sperimentazioni effettuate sul campo in maniera scientifica dagli ideatori.

Oggi, con grande gioia, vogliamo condividere alcune di queste conferme e dire grazie a tutti coloro che in passato si sono sottoposti agli esperimenti, grazie a coloro che con noi hanno portato avanti le ricerche, grazie a tutti i dermoriflessologi che operano quotidianamente con coscienza e passione, e grazie a tutti quelli che con fiducia intraprendono un percorso di autoconoscenza, guarigione e crescita, da soli o affidandosi alle mani degli operatori.

Premettiamo, per chi non la conoscesse, che la Dermoriflessologia funziona tramite la stimolazione cutanea di punti riflessogeni, che trasmettono segnali al corpo e alla psiche per produrre risposte di:

Ciò è possibile perché i punti riflessi attivano energie specifiche che viaggiano nel corpo e producono risultati concreti. Queste funzioni della Dermoriflessologia sono state ulteriormente confermate da recenti scoperte e misurazioni scientifiche.

Si può vedere, a tale scopo, il filmato "Dermoriflessologia e Scianza", con due rilevamenti dello stato cellulare e l'intervista al professore di Fisica Konstantin Korotkov.
Ma adesso seguiamo passo dopo passo la logica del ragionamento che ci condurrà al risultato finale.

L’energia in biofisica è definita come “energia degli elettroni”. Nelle singole molecole organiche ci sono elettroni in stato di background (quiete) e altri elettroni eccitati (attivi), questi ultimi hanno un surplus energetico. La loro condizione non è immutabile, ma può essere variata. Per esempio, si può incrementare l’energia biofisica attraverso la luce, il sole, gli impulsi elettrici ed elettromagnetici. Tale incremento energetico vale, di conseguenza, anche per un complesso di cellule ed è pertanto possibile accrescere l’energia del nostro corpo.

La produzione e lo spostamento degli elettroni in diverse parti del corpo sono misurabili, e ciò consente di “monitorare” il trasferimento di energia. È tramite questo procedimento di indagine che è stato scoperto l’Effetto Tunnel, ovvero lo spostamento di elettroni, lungo molecole organiche complesse, che seguono l’andamento di linee e meridiani energetici. Si tratta di salti di elettroni da un gruppo di molecole all’altro, che sfruttano come via di comunicazione l’acqua contenuta nel corpo.

Le Linee e le Placche dermoriflessologiche, si comportano proprio come aree di accesso al circuito di trasferimento di elettroni, pertanto di energia, attraverso tessuti cutanei, connettivi e midolli ossei.

Senza utilizzare fonti esterne, lo stesso cervello, attraverso un’adeguata concentrazione, è in grado di ridistribuire l’energia (elettroni) da una parte all’altra del corpo, così come avviene in molte pratiche orientali di movimento energetico lungo i chakra, i meridiani, eccetera. Ciò richiede, come sappiamo, anni di pratica, ma è un dato di fatto, appurato da queste ricerche, che anche la meditazione ottiene risultati, se svolta seriamente, imparando a conoscere in profondità le capacità del cervello e potenziandole.

E che cosa fa la Dermoriflessologia, oltre a stimolare risposte biofisiche? Essa induce la focalizzazione del pensiero e la polarizzazione onirica, durante e dopo il trattamento, conferendo un ulteriore potenziamento del movimento energetico messo in atto a livello fisico dalla dermostimolazione e andando a comunicare direttamente con la sfera psichica (conscia e inconscia).

A riprova di ciò, sono stati effettuati rilevamenti dello stato cellulare (tramite apparecchiature idonee) prima e dopo una dermostimolazione. I rilevamenti mostrano significativi spostamenti di liquidi e di altre sostanze funzionali dall’extracellulare all’intracellulare, con conseguente modificazione della massa cellulare.

La Dermoriflessologia, oltre ad agire sui valori energetici, sfrutta questo miglioramento dello stato biofisico per elaborare e superare traumi e blocchi che ostacolano o limitano la miglior espressione del potenziale individuale. Basandosi sulla memoria cellulare epidermica e su specifiche àncore psico-fisiche, la Dermoriflessologia fa affiorare alla coscienza gli eventi dolorosi, traumatici e limitanti, ne permette l’elaborazione e la metabolizzazione, agevolando di conseguenza il risanamento psichico e fisico.

L’intuizione sulla quale si fonda la Dermoriflessologia, ossia che la memoria cellulare riguardi anche stress emozionali, è stata confermata da studi recenti sul DNA.

Si sa che maltrattamenti, violenze, abusi, possono avere conseguenze psicologiche tali che molte vittime necessitano di un medico, uno specialista, ma alcuni ricercatori dell’Università di Ginevra hanno scoperto che questi traumi lasciano anche un’altra traccia, scovata grazie alle analisi del sangue, una traccia biologica nel DNA, individuabile e misurabile.

Ariane Giacobino, genetista dell’UNI Ginevra, racconta: «Abbiamo cercato di scoprire se vi erano delle cicatrici nel DNA delle persone che avevano vissuto avvenimenti come abusi, maltrattamenti o circostanze di vita difficili, soprattutto nell’infanzia. È incredibile ciò che abbiamo scoperto con i prelievi del sangue, abbiamo notato che vi erano delle modifiche chimiche nel DNA, proporzionali a quanto le vittime avevano subito. Queste cicatrici, quindi, possono essere misurate».
Il trauma, quindi, si inscrive nel nostro genoma. Le sue tracce sopravvivono in ogni cellula e si trasmettono fino ad almeno tre generazioni.
Continua Ariane Giacobino: «Recentemente abbiamo avuto un caso di una nonna, una madre e sua figlia. L’anziana donna aveva un marito che ha violentato la figlia. Da questo incesto è nata una bambina. Abbiamo fatto un’analisi sulle tre generazioni, che in chimica è detta metilazione, abbiamo osservato che la donna con la cicatrice più grande è la più giovane, ovvero la figlia frutto dell’incesto».
In pratica, il gene della nonna è meno marcato di quello della figlia che ha subito lo stupro, la nipote, che non è mai stata violentata, biologicamente però porta il fardello più pesante.
Ma c’è anche una buona notizia: queste tracce si possono cancellare grazie ai medicamenti e alle terapie. Ragione in più per provare a curare i traumi ed eliminarli sia dal nostro animo sia dal nostro DNA.

Cos’altro potremmo aggiungere? Non resta che provarla, la Dermoriflessologia!

Per ulteriori informazioni: A.C.S.D. Vega - Scuola di Formazione Dermoriflessologia - Registro N. A-15 - Cod. ASI LOM-MI-0035 - N. CONI 166910

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